Testimonianze

TESTIMONIANZE

In questa pagina inseriamo alcune testimonianze di chi è venuto a contatto con il progetto Alice.

 

CONCUSO MEETING ALICE PROJECT
a Vaiano (Prato), organizzato dalla rivista “Terra Nova”, sul tema: “Tutta un’altra Scuola”. Nel workshop c’erano diversi esperti a rappresentare Alice: Gloria Germani (filosofa e scrittrice), Alice Lugnan, Agata Montevecchi (formatrici di Alice Project ), Mauro Scardovelli (giurista, psicoterapeuta, musicoterapeuta, fondatore di Aleph – Biodinamica Umanistica); Silvia Diolaiuti, psicologa e responsabile di traning per la formazione di operatori di Alice; Patrizia di Edoardo,insegnante elementare, specializzata nell’insegnamento della matematica. Hanno partecipato al seminario 32 persone provenienti da diverse parti d’Italia. A conclusione dell’incontro la proposta di Agata Montevecchi: una meditazione interreligiosa sulla pace. I partecipanti si sono tenuti per mano, mandando energia positiva a tutto l’Universo. Ecco la meditazione praticata dai bambini delle scuole di Alice.
<< Visualizzate l’immagine del vostro Dio che rappresenta amore, compassione, pace, gioia e saggezza. Potrebbe essere Gesù, Buddha, Shiva, Mahavir, Guru Nanak o l’immagine della Santa Mecca.
Se non credete in nessun Dio in particolare potete immaginare un grande diamante splendente.
Imprimete nella vostra mente l’immagine del tuo Dio e recitate questa preghiera:
“Che io ed ogni essere vivente dell’Universo possiamo essere felici e liberi dalla sofferenza. Che io possa rendere me stesso e gli altri felici”.
Ora immaginate che il Dio, la Mecca e il grande diamante si dissolvano in una splendente Chiara Luce di pace. La luce della pace, dell’amore, della gioia e della saggezza. La luce trasforma la vostra mente e il vostro corpo facendo diventare anch’essi pura luce splendente.
Unite le vostre mani a quelle dei compagni vicini a voi.
La luce splende al di fuori di voi attraverso le vostro mani e diventa una con la luce del vostro vicino.
Essa diventa un profondo, magico fiume di luce che porta pace e gioia, inondando e trasformando in luce divina la vostra scuola, la vostra città, il vostro Paese, la Terra e l’Universo intero.
Tutto diventa la luce dell’amore e della gioia come sei tu. Tu sei uno con la felicità e l’amore dell’Universo.
Ora la meravigliosa luce dell’amore e della pace torna al vostro cuore e rimane lì per sempre.
Vi sentite bene e felici con i vostri compagni.
Quando lo sentite aprite gli occhi. Siete qui, nella vostra scuola, con i vostri compagni, saggi, felici e calmi.>>

 

COMMENTO DI UNA RELATRICE AL MEETING DI VAIANO
Una splendida atmosfera

“Si sono molto soddisfatta del week end. Eravamo veramente molto esaustive con caratteri e conoscenze completamente diverse che hanno fatto sì che ci fosse una risposta ad ogni tipo di richiesta e un quadro assolutamente totale e unitario del modello Alice con empatia, gentilezza e disponibilità al dialogo costruttivo. ”

FEED BACK DI UNA RELATRICE AL MEETING DI VAIANO
“….per essere molto sincera, credo sia andata bene perché alla fine siamo riuscite a trasmettere lo spirito profondo di Alice, il senso del tuo lavoro e di un lungo percorso. Credo di aver capito anche delle cose importanti, da questo punto di vista. Non si possono avere scopi personali o necessità soggettive, nel fare questo genere di attività. Non basterebbe crederci nella bontà del progetto, se hai altre cose da farti tornare, che siano immagine di sé, conti o relazioni personali. Bisogna essere il più puri possibile, non certo in assoluto, ma coerenza profonda, quello sì! Sono io che devo ringraziare te per questa lezione, al di là di ogni altra suggestione del modello Alice. So che la cerco da sempre, so che la sfioro ogni tanto, ma so che da te l’ho vista in essere e questo credo tu lo trasmetta sempre. Per quanto mi riguarda, lo sai che puoi contare su di me e farò del mio meglio per promuovere e sostenere quello in cui credo…”
(…)

 

ANCORA SUL MEETING DI VAIANO. LETTERA.
“Vorrei un progetto Alice per la mia anima”

Gentilissimo Valentino,
mi chiamo (…) e sono stata una delle partecipanti del seminario sul Progetto Alice svoltosi a Vaiano lo scorso sabato. In primo luogo, le scrivo per ringraziarla, per il lavoro che ha svolto e che continua a svolgere e per la strada che sta segnando con mano lieve e decisa, indicando un punto in cui l’orizzonte vagheggia la luce. In passato, sono venuta a conoscenza del Progetto Alice attraverso le parole appassionate di Mauro Scardovelli, che, da tempo, seguo.
A Vaiano, grazie alle sue collaboratrici, ho avuto modo di approfondire Alice e di immergermi, letteralmente, nel flusso della sua esperienza. Così, guardando l’anima di Alice, ho trovato un sentiero nascosto che mi ha condotta lontano; e, lontano da me, ho trovato me stessa. Sì, perché in quell’aula di Vaiano mi sono specchiata negli occhi delle sue collaboratrici e in quelli intensi e limpidi dei bambini e ragazzi indiani che nei video proiettati animavano il Progetto Alice. Sono la mamma di una bimba di quattro anni,(…), lavoro come educatrice in una scuola libertaria (…) e, dopo Vaiano, il suo Progetto ha accarezzato profondamente il mio cuore. È come se il Progetto Alice avesse attecchito nel mio terreno più intimo, fiorendo dolcemente e innestandosi lungo la scia di un percorso che da sempre mi appartiene.
Vorrei un Progetto Alice per mia figlia. Vorrei un Progetto Alice per i bimbi che accompagno ogni giorno, mano nella mano, lungo il loro percorso. Vorrei un Progetto Alice per la mia anima. Vorrei un Progetto Alice per questa Italia sofferente.
Le scrivo, dunque, anche per sapere come posso portare avanti questo mio sentire, come posso offrire questa opportunità a chi mi sta accanto e pure a me stessa. A Vaiano si è parlato del fatto che, anche di recente, avete organizzato una formazione in Italia. Personalmente, sarei interessata a qualsiasi tipo di formazione: pertanto, come posso seguirla in questo cammino?
(…)

 

IL MODELLO ALICE
Gentilissimo Valentino, ieri ho partecipato al seminario e conosciuto le sue magnifiche collaboratrici e la filosofia del progetto Alice. È stata una bellissima esperienza che mi ha fatto capire che sono sulla strada giusta per la mia personale ricerca sulla verita’ ….essere centrati, essere consapevoli, avere fiducia in se stessi e nelle proprie capacità per non spezzarsi al vento proprio come il bambù di cui ha parlato la deliziosa insegnante di matematica. Conoscere il potere della propria mente e delle parole, la meditazione e la sua fondamentale importanza. Nel mio piccolo gia’ da una settimana avevo cominciato l’esercizio della candela ricordandomi di un libro che avevo letto di Tiziano Terzani che in un certo senso mi ha portato fino a qui ad oggi a vedere il video con i vostri bambini che fissavano proprio la candela. Vivere il presente esserci e assaporare il “tutto”e la gioia della vita. È come se ci fosse un meraviglioso filo che unisce tutto ciò che ho vissuto e non posso che meravigliarmi di questo ed essere felice per i disegni incredibili della vita. Vorrei cominciare subito da me come mamma ad aiutare mio figlio a essere consapevole delle sue emozioni, mi è piaciuto moltissimo l’esercizio delle palline colorate per indicare l’umore e gli esercizi di visualizzazione . Ho parlato con Ilaria per un possibile corso per genitori sul “modello” Alice ( in aula ieri il termine metodo non è piaciuto 🙂 ) vorrei coinvolgere ed informare le mamme a me vicine perche’ sento che c’è davvero bisogno di una rivoluzione ma questa rivoluzione deve prima partire da noi . Il suo lavoro, la sua ricerca e dedizione sono illuminanti. In Italia c’è bisogno di tutta la sua esperienza per migliorare la nostra società e risvegliare le coscienze. Stamattina sarò alla conferenza sui bambini digitali, ne ho parlato con Gloria che mi dice che la tecnologia non è da voi amata, io credo però che sia necessario trovare un punto di incontro perché purtroppo non è possibile fare un grande falò di tutta questa elettronica, anche se non nascondo che sarei io la prima ad appiccare il fuoco, ma bisognerebbe lottare affinché la tecnologia sia un’amica, una preziosa alleata e non una nemica. Ma questa è la mia personale visione. Anche se non la conosco vorrei ringraziarla personalmente anche solo per aver visto in video il viso sorridente di quel bambino di cui però mi scuso non ricordo il nome che aveva problemi di iperattività e aveva comportamenti compulsivi che dopo soli tre mesi si e’ completamente trasformato … Davvero incredibile . Quindi grazie ancora e auguri per il suo preziosissimo lavoro .
Cari saluti
(…)

 

FROM OUR FORMER CHAKMA STUDENT
(We have slightly edited it)

Namaste all of you!
I want to write and share with all something about myself and the experiences and knowledge I’ve got from Alice project school. I’ve studied there years at Alice project school from 2013 to 2016.I studied at Alice project without any problems for three years .I think that i got some knowledge from Alice project school. Different-different kinds of teaching are taught to the boys to increased the power of their mind and brain. Such kinds of teachings i didn’t get from childhood except at the Alice school. I think I won’t get them in the future too. When we were new boys (students) of Alice project we were unable to understand the teaching during the explanation, because we didn’t know Hindi and English, except chakma’s language. The months passed, I attempted to study hard with the right motivation and intention, then I succeed to understand the teaching of Bau (the founder of Alice project). Before, I studied in the Government school, which is established next to the Deban village (where there is a new Alice project school), in Arunachal Pradesh. In that school i was really good in studies but i didn’t had teaching about Emotional intelligence, Thought – intelligence, and didn’t know about mind, religion, karma etc. I’ve known many things in three years at Alice project. Now I realize that my mind has some capacity to understand easily anything, to explain and to reply questions that are difficult for someone but are easy for me. I’ve studied several kinds of subjects at Alice project which are not taught in others school. (MIND) What’s mind and what’s there? Can we find something inside the mind if we cut into two parts? Where do the thoughts and emotion come from? Does the mind sleep when we sleep? What’s the difference between awake mind and asleep mind? Thoughts and emotions arise into the mind any time but we don’t have consciousness to know and recognize them as they are. Our mind is totally filled by the ego thought (I). Every people’s mind is completely filled by ego (I) Due to the ego we can’t properly develop our personality and we get suffering from our problems. If we think for others, then we will have fewer thoughts for ourselves and we will have less suffering caused by our ego-mind. We can reduce our suffering giving more space to the thoughts for others than for ourselves. The more we give space to the thoughts of others the more we develop love, compassion, kindness, and serenity instead of our selfishness. During the sleeping time our senses vision, smell, sound, taste and touch are not working. So we have only a mental reality. For example, sometimes we dream a snake that comes and bites us. Why we do not die? We do not die because the reality created our five senses is not there. Only the image of the snake is there. Valentino says that the image or picture of snake cannot kill anyone, but if we can really see, touch, smell, listen to a snake… then we have to run away, because it can kill us. In the dreaming time we think that what we see is real, like when we are awake. For this reason we suffer during the dream, because we don’t have awareness that there is not a real snake. Valentino says that – as in the dream – even when we are awake we do not have awareness about the reality, for this reason we suffer. To have awareness we need to practice meditation. (????) ???????? ?????? ?? ????-???? ???? ?? ?????? ???? ???? ?????? ?? ??? ???? ?? ???? ?? ????? ??? ?? ???? ?????,????? ?????? ?? ?????? ??? ?? ?? ?????? ???? ????? ??? ????? ???? ?????? ???? ????? ??? ???? ????? ????? ???? ??? ??? ?? ???? ??? ???? ???? ??? ?? ??? ????? ?????? ??????, ???? ?????? ?? ?????? ???? ?? ??????? ???? ????? ??? ??? ?? ??? ?? ??????? ???? ???? ?????? ?? ???? ??? ??????? ???? ??? ?????????? ?? ?? ??? ??? ????? ???? ?????? ?? ????? ?????? ?? ??? ????? ?? ???????? ?? ???? ??? ???? ?? ????? ?? ??? ????, ???? ?? ?????? ?? ????? ? ????, ????? ?? ??? ??? ??? ? ???????? , ???? ? ???? ??? ?? ???? ??? -??? ???? ????? ????????? ????? ??????? ?? ???? ???? ???? ?? ??? ??? ?????…?????? ?????? ????? ?? ??? ?? ??????? ???? ??? ? ???? ???? ??? ????? ????? ??? ?? ??????? ?? ????? ?? ???? ?? ? ??????? ??????? ??? ????? ???? ??? ?? ??????? ???? ??? ????? ?????? ???? ???? ????? ??? ????? ??? ?? ?? ?????? ?? ?????? ????? ????? ???? ?? ???????? ???? ??????? ??????! Bau (Valentino Giacomin) showed us the exact way of sansara: where we have to go; it depends on us to choose the exact way for our good or bad luck. So, I’m grateful to our Alice project’s founder. I express him my gratitude; may he never forget me forever and i will always remember him. I pray to God that he may have a long life. I can’t forget the Alice project subconsciously too .We should not forget the Alice project until we die. I will remember it in heaven too! THANKS ALICE PROJECT! Thanks for reading!
Vinod 16 years old – former student class X – Alice Project, Bodhgaya

 

LE MAESTRE RACCONTANO
Come mettere in pratica Alice…

Nella prima metà della mattina sono stata in quinta, dove dovevo somministrare dei test di ingresso di storia. All’inizio abbiamo un po’ ripassato gli argomenti, poi ho dato la prima scheda; dato che li ho visti molto nervosi in vista della successiva scheda, li ho invitati a respirare chiudendo gli occhi, ma alcuni alunni si sono messi a scherzare facendo “ohm” e ridendo… io sono rimasta tranquilla, spiegando che questo esercizio serviva per loro, non per me, e che non avevo nessuna fretta di somministrare la scheda successiva… quando c’è stato ragionevole silenzio ho dato la scheda, e idem con la terza e ultima scheda… siccome restava ancora un’ora prima dell’intervallo, li ho invitati a parlare di sé, di come si sentivano, ma per mezz’ora circa almeno 6-7 bambini continuavano a scherzare, cercando di far ridere gli altri, giocavano con delle carte o trottole fai-da-te, e non mi ascoltavano… ad un certo punto, forse, ho detto una parola “magica”; ho chiesto “perché tutta questa paura a parlare di voi stessi?” E una bambina ha alzato la mano chiedendo di raccontarmi un episodio che le era accaduto… c’è stato silenzio e lei ha raccontato un episodio in cui aveva avuto paura… subito dopo, decine di mani alzate, per raccontarmi anche loro i momenti in cui più avevano avuto paura nella loro vita: incidenti stradali, ladri in casa propria, morsi da parte di un cane… Io ho cercato di farli riflettere sul pensiero che stava dietro la loro paura e alla fine li ho ringraziati … A ricreazione mi sono un po’ sfogata con una loro maestra, dicendo “Che classe pesante, molti non riescono ad ascoltarsi fra loro, né ad aprirsi, è molto triste!” E lei “Sì, sono così dalla Prima, con loro funzionano solo minacce e punizioni!”. Io comunque sono contenta di quel poco che sono riuscita ad ottenere, anche se c’è voluta mezz’ora di caos prima che si accorgessero che ero lì per loro. Del resto, se in cinque anni sono stati abituati solo a minacce e punizioni, e non hanno mai tirato fuori le loro angosce, i loro dubbi, le loro insicurezze, è normale che adesso facciano fatica, e che alcuni ancora non siano disposti a fidarsi.

Nella seconda metà della mattina sono stata in Prima… stanca morta, per dir la verità… una bimba non italiana che continuava ad alzarsi… sigh… ho lasciato il compito chiesto dall’insegnante, quasi rinunciando a proporre nulla di “me”… poi un dialogo fra bimbi mi ha convinto ad intervenire: discutevano come fanno molti su alcuni sport, accalorandosi e sostenendo che il loro era ‘migliore’ e quello dei compagni era ‘da neonati’… a quel punto, ho ripensato al famoso succo del video di Alice e ho proposto ai bambini di riflettere con me su questo: se a me piace una pera e a una vostra compagna non piace, io dico che la pera è buona, lei che è brutta… ma dove sta il buono? Nella pera? Pian piano hanno capito che il buono o il brutto non potevano stare nella pera, qualcuno ha detto che stava “fuori dalla pera”… finalmente una bimba ha capito che il buono/cattivo sta nella nostra testa… ho concluso dicendo che quando diamo etichette o giudizi in realtà stiamo parlando solo di parole, nostri pensieri, aria… mentre erano in fila, lo stesso bambino si è lamentato del comportamento di un altro dicendo “Fa lo stupidino e dà calci alla mia cartella”… l’ho guardato negli occhi e gli ho detto: “Ricordi? Stupidino è solo una parola nella tua testa, Giorgio (il compagno) ha dato calci alla tua cartella e ti ha dato fastidio, ma non abbiamo bisogno di dargli un’etichetta per questo”… Certo, con i bimbi di Prima, il lavoro sarebbe tantissimo, ogni giorno bisognerebbe fermarsi su questi ed altri argomenti…
Ma so che non lo si farà: gli insegnanti non hanno la preparazione per farlo, e forse nemmeno la fiducia che possa essere la strada giusta… mi fa solo dispiacere quando entro nelle loro classi e trovo cartelloni con le regole”
1. Bisogna ascoltarsi; 2. Bisogna aiutarsi” o cose del genere… Non sono cose che si possono imporre! E mi stupisco che ancora gli insegnanti credano che in questo modo si possa risolvere il problema! Chiunque abbia avuto un figlio dovrebbe saperlo: i bimbi spesso fanno il contrario di quello che chiedi… Prima occorre che conquisti la loro fiducia, dimostrando il tuo affetto, il tuo sincero interesse per loro…

 

ALICE NELLA VITA PRATICA
Testimonianza.
“Se non fosse stato per Alice, vissuta in prima persona, non sarei mai riuscita a restare tranquilla e a non sentirmi a disagio… ricordo altri momenti della mia esperienza scolastica in cui arrivava un pensiero alla mia mente “Sto sbagliando qualcosa! Non so che cosa fare e adesso loro lo percepiscono… vorrei essere altrove!” E ovviamente si finiva alle urla, minacce o note sul diario… Stavolta no. Solo “Coraggio, di sicuro si comportano così per un motivo che dipende dal loro vissuto… non ce l’hanno con me e non intendono farmi del male… io posso mostrare la mia calma e la mia sicurezza per offrire loro un’alternativa a questa sofferenza… più tranquilla sarò, più sarò credibile…”
Ormai Alice fa parte di me. Ogni volta che mi figlio si arrabbia e dice, ad es, “stupida palla!” se la palla non fa ciò che lui vorrebbe, io gli rispondo sempre che lo stupido sta nella sua testa e che è lui che ha avuto un’esperienza negativa e che dà le sue definizioni… la palla è soltanto una palla, non è né stupida né intelligente, né buona né cattiva… forse piano piano capirà, col tempo e la ripetizione, oltre ovviamente con la cosa più importante, ossia l’esempio (io che mi sforzo di non dare definizioni ed etichette quando sono arrabbiata a mia volta!)…
Avrei tradito me stessa a non parlare alle classi di qualcosa che ha migliorato la mia vita!
(…) Non c’è altra soluzione: io posso solo migliorare la MIA vita e aiutare gli altri a scegliere la LORO!! ”

 

Caro Valentino
Una riflessione su una domanda che ti avevo fatto qualche tempo fa. Ti dicevo che, quando qualcuno mi fa soffrire (es. persone con cui discuto, T., ecc), non mi riesce la meditazione tong-len… adesso ho capito che ciò accadeva perché continuavo a pensare che la causa della mia sofferenza stesse fuori di me (nelle persone, in T., ecc)… ieri sono riuscita a rasserenarmi, invece, rivolgendo l’attenzione su di me, attribuendo a ME STESSA la responsabilità della mia sofferenza (cioè il mio attaccamento al pensiero che qualcun altro mi facesse soffrire)!! Era una cosa alla quale non avevo mai pensato e non ci sarei mai arrivata – nonostante le varie letture sul progetto Alice – senza una pratica (abbastanza) costante di rilassamento e meditazione… ne sono contenta, e ovviamente ho un ulteriore sprone a continuare, nonostante talvolta possa essere difficile “uscire” dai propri mille pensieri e provare a staccarsene… ”
E.

 

DAL DIARIO DI UNA MAESTRA “ALICINA”

Eccomi…
Alternativa alla religione: di fatto, l’insegnante di italiano o matematica dà del lavoro aggiuntivo per il recupero delle carenze grammaticali o logiche… l’insegnante di alternativa è un aiuto-compiti…
Almeno così va con la Terza, nella quale due bambini hanno difficoltà ortografiche e una non conosce proprio l’italiano…
Con la quinta, il discorso è diverso; le insegnanti non preparano quasi nulla per gli alunni, che quindi non sanno che fare per quasi due ore… e poi c’è il mio bel “rompiscatole” che non ha voglia di fare niente, ma solo di disturbare facendo ridere gli altri …
Avvio: A. (il rompiscatole) si lamenta perché nella materia alternativa non ci sono voti, lui vuole fare le cose per ottenere un bel voto… io chiedo “tu sei il voto che prendi?”, una bambina risponde inizialmente Si (e addirittura mi disegna un 8 sul petto quando le chiedo, se lei è un 8, dove si trova quell’8)… le chiedo ancora cosa misura il voto, lei “quanto sei intelligente”… io: “e se quel giorno della verifica non stai bene e sbagli tutto il compito, ma in realtà le cose le sai?”… allora capisce che il voto non può misurare l’intelligenza… allora cosa misura? “Quanto sei bravo!” Risponde… ma siamo sempre lí… come sai fare le cose… quali cose? … gli esercizi… quell’esercizio, solo quello! E in quel momento!!
I bambini non riescono a stare molto attenti, perché A. disturba… io faccio finta di niente, mi limito a non ridere e cerco di riprendere l’argomento…
I… (la bambina, sono in tutto 4), mi fa domande sulla religione, mi chiede come mai alcuni cambino religione, si scopre che A. è mulatto e sua madre era cattolica… Vaghiamo un po’ con i discorsi tanto che Issa mi chiede “maestra, tu cosa insegni?” Io sorrido e non rispondo.
Ogni discorso ci porta ad Alice, i bambini cominciano a concentrarsi sulle risposte e vengono fuori affermazioni come il fatto che le etichette stanno nella nostra mente… A. cerca ancora di disturbare e prende in giro un compagno, gli faccio notare che sta dando un’erichetta che sta dentro di lui, non sul compagno, come anche SE io dicessi “A. è un rompiscatole” sarebbe solo una mia etichetta!” Lui tace e dopo un po’ qualcuno dice che è arrabbiato. Mi chiedono da dove nasce la rabbia. Attraverso alcune domande arrivano a capire che nasce da un pensiero. Leggo loro la storia del lago agitato (in fondo a Coniglio saggio) e ne parliamo: il fango sono i pensieri negativi dell’acqua… Leggo anche la storia delle emozioni e quella dei boscaioli delle isole Salomon. Poi mi ricordo dei fumetti che ci sono all’inizio del libro, e tutti accorrono a vederli, compreso A. Suona la campana, in classe gli altri hanno appena finito di vedere un film. A. si arrabbia “Ecco, adesso si vanteranno che loro hanno visto il film e noi no”, lo prendo in disparte e gli dico :”Cos’è che provi, invidia? Gelosia? Ok… va benissimo. Non c’è un sentimento che sia sbagliato. Vanno bene tutti. L’importante è riconoscerli… e non cercare di mandarli via, ma accettarli così come sono, altrimenti ci dominano! Anche la rabbia… sai come faccio io quando sono arrabbiata? Immagino il signor Rabbia che viene dentro la mia casa a mettere tutto a soqquadro, io lo guardo e mi accorgo di quanto sia brutto e ridicolo,,, così non sono più arrabbiata, ma mi viene da ridere!”… Lui ha ascoltato tutto, e alla fine s’è fatto prendere a braccetto per l’uscita… sembrava rabbonito, e di sicuro incuriosito di tutte quelle cose che ho raccontato per un’ora senza mai sgridarlo o costringerlo a far qualcosa.
Io sono felice, perché sto ritrovando l’entusiasmo di quando ho iniziato a fare questo lavoro. E credo che se il “destino” mi ha messo sulla strada di questi bambini, quasi ragazzi, ciò sarà per uno scopo!
A me scoprirlo, e sorridere pensando alla risposta alla domanda di I. Insegno il progetto Alice, una bambina che, come voi, non sapeva mettere ordine nei propri pensieri ed emozioni, una bambina che ha imparato a vivere meglio guardandosi dentro!!
E.